Foto, scanner o PDF
Una foto per pagina, lo scanner del telefono che raddrizza e ritaglia da solo, oppure un PDF. Fino a quaranta pagine per lezione.
Fotografi le pagine del libro di scuola e diventano una lezione da studiare un paragrafo alla volta. Dopo ogni paragrafo, una domanda a libro chiuso: si risponde solo se si è capito, e ripetere le parole del libro non vale. Per chi studia, e per i genitori che lo seguono.
Il metodo
Non è un riassunto da leggere al posto della lezione. Il lavoro lo fa chi studia, e il tutor lo segue a ogni passo.
Prima di leggere: i titoli, le parole in grassetto, le figure. Di che cosa parla?
Prima le parole difficili, spiegate. Poi un paragrafo solo, da leggere o da ascoltare, con il pulsante «Spiegamelo» sempre a portata di mano.
Il testo si chiude e il tutor fa una domanda a scelta multipla. Se la risposta è sbagliata, si torna nel testo con un indizio e arriva una domanda nuova.
La mappa della lezione, da ripetere a voce seguendo i rami. Poi la lezione spiegata a un compagno che non l’ha studiata.
Domani, fra tre giorni, fra sette, poi sempre più lontano. Una notifica alle quattro e mezza ricorda il ripasso.
Come entra la lezione
Divise per materia e per lezione, nella sezione Studio: separata dalla libreria dei romanzi, senza figurine e senza premi.
Una foto per pagina, lo scanner del telefono che raddrizza e ritaglia da solo, oppure un PDF. Fino a quaranta pagine per lezione.
L’assistente legge la pagina: titoli, parole in grassetto, elenchi, formule, e gli esercizi con le risposte scritte a mano. Le figure vengono ritagliate e messe accanto al testo che le spiega. La foto della pagina resta sotto, per controllare.
Le pagine del libro di scuola sono dell’editore: noi le leggiamo e non ne teniamo una copia. Restano sul telefono di chi studia.
Il percorso guidato
Una lezione da studiare si apre a tutto schermo, senza menu intorno. Niente da esplorare, niente da saltare per sbaglio: il paragrafo, poi la domanda, poi il paragrafo dopo.
Il ripasso
Il ripasso comincia dalla mappa e finisce con un quiz. In mezzo c’è un compagno di classe che non ha studiato, a cui bisogna spiegare la lezione.
I rami sono numerati nell’ordine in cui si racconta la lezione, con le parole di collegamento sulle linee e una domanda di aiuto per ogni riquadro. Si stampa, o si salva in PDF per portarla alla verifica.
Gli racconti la lezione, scrivendo o dettando. Lui non spiega e non corregge: dice che cosa non ha capito e fa domande, finché la spiegazione regge. Se leggi il libro parola per parola se ne accorge, e ti chiede di dirlo con parole tue.
Domande nuove a ogni ripasso, a scelta multipla, con il perché di ogni risposta. Se sbagli, la spiegazione e il pezzo di testo da rileggere. Il prossimo ripasso si decide sul primo tentativo, non sull’ultimo.
Una lezione studiata oggi torna domani, poi fra tre giorni, poi fra sette. Da lì in poi gli intervalli si allungano se il ripasso va bene, e si accorciano se va male. «Da ripassare oggi» sta in cima alla sezione Studio, e una notifica alle 16:30 lo ricorda.
Tutto si può ascoltare invece di leggerlo: il paragrafo, le parole difficili, la domanda e le risposte, il compagno. La parola che la voce sta dicendo si illumina. La mappa si stampa per portarla alla verifica. Non c’è mai un tempo limite.
Le lezioni stanno nella sezione Studio, non sullo scaffale dei romanzi: niente figurine, niente premi, niente diario di lettura. Studiare non è un gioco, e l’app non fa finta che lo sia.
Si entra con l’email di un adulto. La prima volta si indica che scuola fa, e il tutor adatta le domande. Il codice per «Vai avanti» lo sceglie il genitore nella sezione Studio.
Tre pagine lette: 0,1 crediti. Le domande di una lezione, la mappa, un quiz, ogni risposta del compagno: 0,1 crediti l’uno. Con l’abbonamento hai 1.000 pagine e 500 spiegazioni al mese comprese. Tutti i prezzi.
Si prova nel browser con qualche foto del libro. Sul telefono ci sono anche lo scanner, la notifica del ripasso e la voce.